26 ottobre 2007

danzamagìa


Una decina d'anni fa un famoso settimanale - forse Panorama, non ricordo più - pubblicò un articolo sul volume fotografico Aria, edito da Leonardo Arte.
Rimasi incantata dalla grazia di Alessandra Ferri:
letteralmente mi innamorai di quel libro, ma sapevo che non mi sarebbe stato possibile averlo.
Se anche fossi riuscita a permettermi le cinquantamila lire del suo proibitivo prezzo di copertina, giustificare ai miei familiari il possesso di un’opera di nudo artistico sarebbe stato ben più arduo.

Sono passati quasi dieci anni, appunto, e adesso che ho acquistato quest’opera meravigliosa per pochi euro non riesco a smettere di sfogliarla per godere delle bellissime foto scattate a Pantelleria da Fabrizio Ferri, marito dell’étoile.

Cos’avranno mai di particolare, queste immagini?
Sono una storia, anzi tante storie in bianco e nero che raccontano la bellezza sublime di una grande ballerina, raccontano di movimenti impalpabili come l’aria, raccontano che non c’è confine tra il corpo e l’universo.
Due sono gli scatti che preferisco: nel primo Alessandra Ferri ha gli occhi chiusi, il viso inclinato e una mano sulla guancia come stesse riposando; ma il corpo in tensione, i capelli al vento e lo sfondo delle nuvole ci fanno capire che l’artista è nel bel mezzo di un salto. Un angelo addormentato in cielo.

Nella seconda, con un bellissimo arabesque Alessandra Ferri spunta come uno splendido, unico fiore da un cespuglio arido nato su di una roccia.
Mi ricorda la fiaba che più amavo da bambina, una leggenda scandinava che raccontava di una donna bella e saggia nata da un fiore, sposa di un principe cui dispensava consigli sull’arte di governare a condizione ch’egli non la vedesse mai in volto…


Una fiaba che s'ispira al mito Amore e Psiche di Apuleio, mito che, tra l’altro, ho potuto rivivere di persona poco tempo fa grazie al bellissimo spettacolo organizzato dal Teatro Lemming di Rovigo. Non ci sono parole per descrivere quest’esperienza che coinvolge - e travolge - i cinque sensi, in cui gli spettatori sono i protagonisti veri e vivi di questo favola antica e toccante.
Agli attori, e al regista, i miei complimenti e un grazie di cuore per le emozioni che sono riusciti a regalare.

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