21 ottobre 2008

rendere visibile l'invisibile

Non dureranno che un battito di mani questi arabeschi, ne sono sicura.

Poi si dissolveranno soffiando piano, e un vento dorato li porterà via, creando geometrie nuove in un altro anfratto della pelle.

Trovo di una raffinatezza incredibile l'opera dell'artista Yasmina Alaoui e del fotografo Marco Guerra, visibile sul loro sito One Thousand and One Dream.

Straordinaria bodypainter, i lavori di Yasmina Alaoui mi riempiono gli occhi fin quasi ad illudermi che questi disegni già si trovassero nascosti sulle braccia e le dita lunghe della modella, e che l'abilità dell'artistia li abbia soltanto portati alla luce... Come se fosse riuscita a rendere visibile l'invisibile.
Forse è proprio questo il senso profondo dell'arte, chissà.

Vale anche per il teatro? Da quando ho ripreso i laboratori teatrali dopo la pausa estiva, non riesco a togliermi di testa questa domanda.
Certo, rispetto a un anno e mezzo fa ho forse meno paure. A ben guardare, erano tutte paure legate al corpo - paura di cadere, paura di farsi male, paura di cantare in pubblico, paura del confronto con altri più giovani, o più coordinati, o più bravi di me, e così via.
Ma, se le paure sono un pochino diminuite, i miei limiti ci sono ancora tutti.
Per questo devo, e voglio, imparare ad esplorare sempre di più, a rischiare sempre di più. Sarà il mio buon proposito per quest'anno di lavoro a teatro.
Non voglio restare sempre sulla soglia. Voglio entrare.

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