8 aprile 2009

una preghiera


candele
Inserito originariamente da Norda Brilo

Tra tutte le immagini che ho visto sul disastro che ha colpito l'Abruzzo, ce n'è una che non dimenticherò. I vigili del fuoco scavano, estraggono un uomo dalle macerie. Tra la polvere, le rovine, appare un uomo, null'altro addosso che un paio di slip. Prima ancora che possano mettergli una coperta sulle spalle, l'uomo abbraccia il suo salvatore, strettissimo, e inizia a singhiozzare. Il vigile del fuoco lo consola, lo stringe a come un bimbo, gli accarezza la testa. Quei due uomini abbracciati, quel pianto di sollievo dopo la fatica e la disperazione, resteranno l'emblema di questo terremoto.

Dono quel che posso a chi rimane e dovrà ricominciare e ricostruire, dono le mie preghiere a chi se n'è andato. Con la speranza che una tragedia simile non accada mai più.

1 commento:

barchedicarta ha detto...

grazie aurora di tutto di ieri sera del tuo com.to, io ne avevo lasciato uno per voi a preghiera al fiume al mio blog, te lo lascio qui, grazie siete davvero belle voi donne del delta,

grazie a tutti di nuovo, sono da poco tornata, (anche dai miei soliti viaggi di silenzio per quelli c'è sempre una valigia pronta) questa sera sono stata invitata a leggere le mie cose dall'associazione di porto tolle, magna charta, tema l'acqua, sono stata benissimo, mi hanno coccolata perfino con un tiramisù, ho visto anche qualche lacrima in alcuni di quei bellissimi visi di quelle 13 donne e tre uomini tra cui i miei due, che mi hanno fatto da body gard, (come si scrive uffa!) quando mi hanno detto del tema acqua non sapevo cosa portare poi ho tirato fuori tutto persino il sangue di questo fiume...che amo e a volte odio, c'è sempre un rapporto conflittuale tra me e lui, ma è così che si vuol bene a questi posti, anche con la rabbia, con i graffi, perchè spesso i polesani non hanno saputo gridare forte VITA per questo fiume, per questa terra. ed io lo vorrei tanto invece...

a braccia aperte sempre...cricri