5 settembre 2010

a proposito di sogni premonitori

Un sogno: sono sulla spiaggia di Porto Caleri, scalza, addosso soltanto un prendisole verde, un bouquet da sposa tra le mani.
Il tempo è grigio, il mare mosso. Lancio i fiori tra le onde, aspettando di vederli riaffiorare da un momento all’altro, ma restano inghiottiti dai flutti fangosi. Guardo un attimo alle mie spalle, verso le dune, e penso che no, non ho nulla da temere, non ci sono malintenzionati. Sono sola, in pace. Giro la testa verso sinistra, m’appare una parete squallida di cartone, su cui è fissato un piccolo crocifisso d’oro, squadrato, grande un paio di centimetri appena.
Oggi è domenica, in spiaggia a Caleri ci sono davvero, per godermi l’ultimo pomeriggio di sole estivo. Un tuffo veloce nell’acqua fredda, ormai sono arrivate le piogge a portarsi via l’estate. Gocce fredde sulla pelle, brividi, spero che questo sole tiepido m’asciughi in fretta e intanto penso a questo sogno.
Rifletto sui significati possibili e quelli meno possibili, poi la mente viaggia oltre, vaga sul senso del presente e del passato, sul desiderio di godere il qui e ora.
Benvenuti i presenti, e addio agli assenti, che invece continuano a strisciare in mezzo ai denti dei discorsi; quando invece l’unica necessità dovrebbe essere respirare sul cuore degli altri per gonfiarlo di nuovi sogni, come le vele delle barche, e magari anche lasciarsi respirare.
Volto gli occhi alla mia sinistra. S’avvicina un uomo di mezz’età, sandali tedeschi ai piedi, zaino verde fosforescente sulle spalle, l’istinto del cacciatore ancora forte nonostante la fede sull’anulare sinistro. Con parole che trasudano miele acido, ci tiene a parlarmi dei bei tempi in cui ancora si poteva praticare il nudismo vicino all’orto botanico senza essere disturbati dalla guardia forestale...
Dopo aver chiarito che non sono una mercenaria, il gentiluomo se ne va per la sua strada.
Sorrido mentre lo guardo allontanarsi tra le dune e i pini marittimi. La prima cosa che ho notato in lui è il piccolo crocifisso d’oro che portava al collo, squadrato, grande un paio di centimetri appena.
Ecco perché credo nel potere dei sogni.

1 commento:

Iride Libera ha detto...

So che ci sono persone in profondo contatto con ciò che sognano, e un pò le invidio. Io non ricordo quasi mai i miei sogni, e se li ricordo, sono solo echi delle mie paure, incubi che giocano coi miei sentimenti.