17 luglio 2011

delle statistiche, degli uomini e delle donne

Tempo e ricordi by Norda Brilo
Tempo e ricordi, a photo by Norda Brilo on Flickr.

Da quando ho visto Punto d'impatto, splendido film di Matthew Chapman premiato al Sundance Festival di quest'anno, non riesco a fare a meno di pensarci.

Per prima ho interrogato Marica, che questo film mi ha consigliato, poi ho iniziato a tartassare amici e conoscenti con la medesima domanda:
qual è il tuo oggetto sacro, e perché?

Varie le risposte che ho ricevuto finora: oggetti, libri sacri e profani, addirittura persone.
Diverse le risposte di uomini e donne, finora. Gli uomini han prima voluto sapere cosa intendo per sacro, e il perché e il percome. C'è chi non ha saputo rispondere: "Io non ho oggetti sacri." Punto.
Le donne invece han reagito esattamente come mi aspettavo, concentrandosi e condividendo con me la prima immagine apparsa chiara davanti agli occhi.
Gli uomini mi han raccontato di cose grandi, le donne di cose piccole e vicine.

Che vuol dire questo? Forse che le donne sono più vicine al sacro? Non lo so. Di sicuro c'è un rapporto diverso con il proprio mondo interiore, con l'immaginazione.

E il mio oggetto sacro, quale può essere? La mia teiera bianca e cicciotta? No, no. Il mio libro con la copertina dorata e gli occhi, su cui annoto diligentemente i sogni notturni da tre anni a questa parte? Quasi.

Ha! Ora ci sono! La sveglia che tengo in cucina. Sì, è lei il mio oggetto sacro. Vecchia latta senza valore, arrugginita e resa opaca dal tempo, è appartenuta alla mia bisnonna Sofia. Poi passò a sua figlia, mia nonna. Poi è passata a mia madre. E ora ce l'ho io, quest'orologio che segna a fatica il passare del tempo, che ha passato il secolo d'età, passando tra le mani di donne di diverse generazioni.

Ecco, anch'io rientro perfettamente nella statistica. Comunque sia, l'indagine continua.
Nel più assoluto non-rigore scientifico, guidata solo dall'irrazionale intuito, come deve essere.

1 commento:

Paolin0 ha detto...

interessante