17 dicembre 2012

talenti vari, alcuni eventuali

foto - cortesia di R. Brunello

Al pari di tutti gli esseri umani, possiedo una varietà di doti e talenti di varia ed eventuale utilità, per certo alquanto bizzarri.
Da sempre mi vanto di saper sapientemente bruciare le più diverse pietanze, dall'uovo sodo alle lasagne, con la sola eccezione del caffè - il tutto per la gioia del pizzaiolo di fronte casa mia - la sua progenie andrà all'università grazie a me.

In compenso, riesco a mangiare vari etti di ciliegie e amarene in pochi minuti, senza consentirne minimamente - anzi godendone alquanto.

Alla guida d'un auto, non posso resistere al fascino circolare delle rotonde, che percorro anche tre o quattro volte di seguito, e dai sensi unici - un istinto sovversivo mi porterebbe a percorrerli al contrario, ma mi trattengo.

Sento il profumo di una vecchia libreria a distanza di chilometri, e posso scovare un pizzo, un merletto e un lustrino anche nei luoghi e nelle circostanze più improbabili.

E poi ho il dono dell'invisibilità. Quando voglio, riesco a scomparire. Dipende dall'abito, più o meno vistoso? Anche, certo. Ma non solo.
Vedere, farsi vedere, comparire, scomparire. Esserci per sé, essere per gli altri, essere presenti, non esserci affatto.

Pensavo a questo preparando lo spettacolo sul tango portato a Brunico.
Così ho giocato: un po' fantasma, un po' attrice.

Un po' questo e un po' quello, né di questo mondo né dell'altro, perché scegliere una cosa soltanto ancora mi fa reagire con la fuga - ma lentamente, sto imparando, mi sto insegnando.


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