30 novembre 2013

novembre

Venetkens by Norda Brilo
photo by Norda Brilo on Flickr


Incontro inaspettato. A una mostra d'illustrazione, mentre cammino tra libri e disegni, mentre mi perdo tra gli acquarelli e le tempere e gli acrilici che nemmeno so usare, vedo la mia professoressa di francese delle superiori. Stesso taglio di capelli, stesso piglio grintoso, qualche ruga in più. 
Mi avvicino, mi sale un'emozione che non mi spiego, la saluto e lei s'illumina - si ricorda, e sì che sono passati vent'anni. 
Due parole vere, di quelle che mi fulminavano anche allora.
"Quanto li ho amati, i miei studenti. E quanto mi hanno insegnato, i miei ragazzi. Perché succede, si può imparare di più da un ragazzino che da un adulto".
Tanti anni fa, a un incontro scuola-famiglia, mi disse: "Puoi studiare lingue occidentali all'università, ma allora ricorda, sarai una delle tante. Puoi fare lingue orientali, ma dovrai essere la prima, se vuoi lavorare."

Aveva ragione. Lei, che non aveva mezze misure, che usava i voti dallo zero al dieci, che si metteva controcorrente anche politicamente - e io che l'ammiravo spassionatamente per questa sua onestà, per questa sua verità interiore.
Cara prof, quella mattina avrei proprio voluto dirglielo: infine ho studiato Lingue Orientali all'Università. Avrei voluto dirle anche che è vero, che in certi settori bisogna essere i primi. 
Ed io non sono diventata la prima.
Ci ho provato, cara prof, e ho fallito.

Però nulla si butta, e il seme di quel che si è piantato resta sempre, magari finisce per diventare una pianta diversa da quella che ti aspettavi, strana e originale, coi rami contorti e frutti vermigli.

Ma volevo dirle questo, volevo dirle che ne ho incontrati parecchi di buoni insegnanti nella mia vita, di quelli che t'illuminano l'anima come stelle - e lei è stata una di questi. 
Grazie prof.


1 commento:

Iride ha detto...

Mi spiace di non aver mai avuto un insegnante speciale. Bravi sì, qualcuno, ma nessuno di memorabile. Ho imparato ad amare lo studio da sola. Gli unici che mi sento di ringraziare sono i numerosi ignoranti che ho incontrato e incontro nella vita, che mi spronano a crescere, a non smettere di imparare.