30 aprile 2014

aprile



La rivoluzione ecologista parte dal cortile di casa mia.
Stanca di vedere plastiche rotolare e cartacce svolazzanti, ho deciso di smettere di lamentarmi del comportamento altrui, ma di fare qualcosa io stessa, in prima persona: una volta a settimana, munita di guantoni  sacchettino e tanta pazienza, mi dedico alla raccolta dell'altrui spazzatura, per pulire quello che è il cortile comune.

E mentre raccolgo, medito. 

Medito sul fatto che i ragazzini del quartiere mangiano almeno un pacco intero di caramelle e altro cibo-spazzatura a settimana; che gli adulti che bazzicano qua fumano almeno qualche decina di sigarette al giorno; mi domando il perché il Comune di Taglio di Po abbia deciso di abbandonare in un cortile privato dei wc chimici, svariati sacchi di lampadine rotte, spazzatura di vario genere, nonché uno intero pieno di ferri da stiro (?!?).


Non riesco a darmi risposta. Gli adulti che mi vedono intenta in tali attività si mostrano imbarazzati, gli operai comunali non sanno come aiutarmi.

I bambini mi sfottono sottovoce ma, a volte, qualcuno di loro mi imita
E raccoglie le cartacce.

Quindi continuo. Non per gli adulti che fanno spallucce, non per chi pensa che sia una cosa inutile, ma per quell'unico bimbo che, vedendomi, mi ha imitato.

Piccola rivoluzione, grande vittoria.



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