18 dicembre 2009

due leggèri leggèri, più uno

Nevicava forte, ieri mattina.
Col naso attaccato al vetro dell'ufficio, già m'immaginavo di passare il sabato oziando in casa al calduccio, con libri leggèri che ben s'accompagnano ad un buon sottofondo jazz, tipo Charlie Parker o Duke Ellington.

Ecco cosa prevede il menu. Mattino: spremuta d'arance, biscottini, latte di mandorla (devo, ripeto devo trovare il modo preparmelo da sola, prima di dilapidare tutte le mie fortune in questa squisitezza!) e una dose generosa di Mia sorella è foca monaca di Christian Frascella (Fazi, 2009), per iniziare la giornata nel modo migliore - e cioè sorridendo, anzi: ridendo - grazie a dialoghi spassosi e una trama che scorre liscia liscia.

Mezzogiorno: vellutata di zucca e crostini, seguita da una doverosa passegiata sull'argine del Po, a vedere le rive del grande fiume imbiancarsi, per poi riprendere la lettura de Le Quaranta Porte di Elif Shafak (tradotta da Maria Baiocchi e Anna Tagliavini). 
L'ho comprato per due motivi: per godere della voluttuosa edizione della Rizzoli col dorso di stoffa, e perché ero ingenuamente convinta si trattasse di un saggio for dummies sull'opera del poeta e mistico persiano Rûmi.
E invece… Invece mi son ritrovata tra le mani un romanzone al femminile, ma va bene così, non reggerei letture impegnative in questo periodo.
Infatti, sto prendendo Gomorra di Roberto Saviano (Mondadori, 2006) a dosi omeopatiche: ogni pagina è un pugno nello stomaco, e riesco a dedicarmici con la dovuta concentrazione solo nelle giornate di sole. Non so perché, ma questa è l'unica maniera per non farmi sopraffare dal senso di impotenza e di tristezza per l'italica situazione economico-politica, e limitare gli incubi notturni.
Ritornando ai miei progetti, potrei anche fare una capatina a Rosapineta, per vedere la spiaggia con colori diversi, per sentire che odore ha il mare quando nevica.
Ecco, ha già smesso di nevicare. Pazienza, metterò comunque in borsa i miei guanti polari e il berretto di lana, perché la voglia di mare m'è rimasta, mi sa che andrò lo stesso a respirarmi le onde.

1 commento:

silviomini ha detto...

Nel caso tornasse a nevicare o si riproponesse per altre esigenze di viaggiare con le parole per impossibilità meteorologiche, suggerisco un Baricco d'annata: "Seta".

Leggero ma non banale