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canzone per una sirena

Tim Buckley è stata la mia scoperta musicale dello scorso inverno. Saranno due settimane che non ascolto altro che Song to the Siren . Sento questa canzone in macchina a tutto volume, durante il tragitto verso il lavoro, e poi a casa, mentre preparo la cena e attendo il giornale radio delle venti - perché sì, per la cronaca sono tuttora felicemente priva di televisore, e mai scelta fu più ponderata e opportuna di questa. Ho scoperto eccezionali trasmissioni come " Moby Dick ", ho guadagnato più tempo per cose più importanti, e sto scoprendo un giornalismo più serio, pacato, migliore di quello televisivo. Sto divagando... Tim Buckley, dicevo. Cercando sul web non ho trovato che varie versioni di questo video, in cui s'accompagna con la chitarra classica, voce calda e suadente. Ma la mia  versione preferita è quella dell'album Starsailor -  cd che sto letteralmente consumando a furia di pigiare il tasto "repeat" - ed è ben diversa da questa: chitarra ...

la ballata delle donne

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foto  Norda Brilo Quando ci penso, che il tempo è passato, le vecchie madri che ci hanno portato, poi le ragazze, che furono amore, e poi le mogli, le figlie, le nuore, femmina penso, se penso una gioia: pensarci il maschio, ci penso la noia. Quando ci penso, che il tempo è venuto, la partigiana che qui ha combattuto, quella colpita, ferita una volta, e quella morta che abbiamo sepolta, femmina penso, se penso la pace: pensarci il maschio, pensare non piace. Quando ci penso che il tempo ritorna, che arriva il giorno che il giorno raggiorna, penso che è culla una pancia di donna, e pancia è cassa, che tiene una gonna, e pancia è cassa, che viene al finire, che arriva il giorno che si va a dormire. Perché la donna non è cielo ma è terra, è carne di terra che non vuole guerra: è questa terra ch'io fui seminato, vita ho vissuto che dentro ho piantato, qui cerco il caldo che il cuore ci sente, la lunga notte che divento niente. Femmina penso, se penso l...

sette vite

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                                     foto  Norda Brilo Persino ai gatti , esseri flessuosi e di grande intelligenza, può capitare di fare uno sbaglio. Venerdì, tardo pomeriggio. Sto per aprire la porta di casa quando sento un miagolio fortissimo, straziante. Lascio le chiavi sulla toppa, mollo sul terrazzino le borse della spesa, volo giù dalle scale fino al pianterreno. Il gatto della mia vicina è rimasto incastrato nella finestra a ribalta. Dev’essere saltato dall’alto di un mobile pensando di riuscire a infilarsi nella stretta apertura a “V”; invece è scivolato, rimanendo bloccato sul ventre tra gli infissi e il battente della finestra, senza nessun appiglio per liberarsi. Fortunatamente arrivano anche i figli dei vicini, insieme teniamo la tapparella alzata e, dopo vari tentativi, riesco a solle...

elicriso delle mie brame

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                in spiaggia a Boccasette                            foto  Norda Brilo Adoro perdermi nel giardino botanico di Porto Caleri . Pineta, dune grigie, dune bianche, e infine mare. Leggo i cartellini descrittivi delle piante, non si sa mai che riesca a imparare qualche rudimento di botanica, per dare un nome ai fiori che tocco e agli odori che sento. La pineta di Rosolina Mare profuma di resine, di salsedine e, in certe zone, anche di liquirizia. È l’ elicriso , pianta benefica dal nome particolarmente evocativo, magico. Chissà se un tempo era usato anche dalle “sciamane” nostrane, quelle donne un po’ erboriste e un po’ streghe che facevano da ponte tra il reale e lo spirituale, al confine tra i mondi. Forse questi pensieri mi vengono perché mi son lasciata tropp...

fiori e altri talismani

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                                             Po di notte Stamattina mi sono svegliata male, malissimo, dopo sogni contorti di maree scure e palloncini colorati. Palloncini, sì, come in questa poesia della Merini: Mancava un palloncino nella mia vita / da appendere sui muri / da tenere come un gioco di carta / mancava un palloncino / che mi scoppiasse tra i denti / mancava l'onda di un vecchio mare perduto / mancava l'ombra, la sconclusione / il vile ricatto della vita. / Poi sei venuto tu, che eri un amore / e mi hai lasciata sola. Alda Merini, Superba è la notte, Einaudi, 2000 Dev’essere stato per ieri sera, credo. Dopo il disastro successo sul Lambro ( qui un bel resoconto dell’accaduto, a futura memoria), m’è venuta voglia di fare una camminata fino al Po. Era ...

il cuore è un gomitolo

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Rose di sera , inserito da Norda Brilo Era parecchio che non aprivo la pagina del mio "profilo" su questo blog. Ho sempre aggiornato le sezioni su libri e film in velocità, senza più prestare attenzione a quanto scritto tre anni fa nella mia presentazione. Ebbene, oggi l'ho riletta da cima a fondo, e non mi sono riconosciuta. Mi ha infastidito l'entusiasmo ingenuo con cui riassumo in poche righe anni di studi, di viaggi, di piccoli progetti cui ho preso parte. Ho cancellato tutto. Mi disturba perché è una parte di me che s'è persa - ed era una parte di cui andavo orgogliosa, perdiana. Peggio, a disturbarmi è l' idea stessa del curriculum vitae, pretenzioso bignami formato A4 assemblato a fini commerciali. Mai un accenno a qualcosa che vada oltre la superficie, nessun interrogativo su questioni essenziali tipo: riesci a sostenere uno sguardo? Quante volte al giorno riesci a sorridere, quand'è l'ultima volta che hai pianto? Sai far crescere un fior...

due leggèri leggèri, più uno

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Nevicava forte, ieri mattina. Col naso attaccato al vetro dell'ufficio, già m'immaginavo di passare il sabato oziando in casa al calduccio, con libri leggèri che ben s'accompagnano ad un buon sottofondo jazz, tipo Charlie Parker o Duke Ellington. Ecco cosa prevede il menu. Mattino: spremuta d'arance, biscottini, latte di mandorla ( devo, ripeto  devo  trovare il modo preparmelo da sola, prima di dilapidare tutte le mie fortune in questa squisitezza!) e una dose generosa di Mia sorella è foca monaca di Christian Frascella (Fazi, 2009), per iniziare la giornata nel modo migliore - e cioè sorridendo, anzi: ridendo - grazie a dialoghi spassosi e una trama che scorre liscia liscia. Mezzogiorno: vellutata di zucca e crostini, seguita da una doverosa passegiata sull'argine del Po, a vedere le rive del grande fiume imbiancarsi, per poi riprendere la lettura de Le Quaranta Porte di Elif Shafak (tradotta da Maria Baiocchi e Anna...