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delle statistiche, degli uomini e delle donne

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Tempo e ricordi , a photo by Norda Brilo on Flickr. Da quando ho visto Punto d'impatto , splendido film di Matthew Chapman premiato al Sundance Festival di quest'anno, non riesco a fare a meno di pensarci. Per prima ho interrogato Marica, che questo film mi ha consigliato, poi ho iniziato a tartassare amici e conoscenti con la medesima domanda: qual è il tuo oggetto sacro, e perché? Varie le risposte che ho ricevuto finora: oggetti, libri sacri e profani, addirittura persone. Diverse le risposte di uomini e donne, finora. Gli uomini han prima voluto sapere cosa intendo per sacro, e il perché e il percome. C'è chi non ha saputo rispondere: "Io non ho oggetti sacri." Punto. Le donne invece han reagito esattamente come mi aspettavo, concentrandosi e condividendo con me la prima immagine apparsa chiara davanti agli occhi. Gli uomini mi han raccontato di cose grandi, le donne di cose piccole e vicine. Che vuol dire questo? Forse che le donne sono più vicine...

gli sguardi degli altri

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Mi succede ogni volta che leggo il National Geographic, ogni volta che sfoglio una rivista patinata, ogni volta che faccio una foto.  Non riesco a fare a meno d'interrogarmi d avanti ai ritratti di persone comuni cui un fotografo invisibile ha rubato un pezzetto d'anima - perché questo succede quando si scruta, non visti, l'intimità di una persona. Davanti a illustri sconosciuti che appaiono in secondo piano, m'immagino gli scorci delle loro vite, cerco le ombre dei visi, il perché dei piccoli gesti congelati a loro insaputa.  Mi domando, chissà se se l'immaginano, d'essere finiti dentro una foto. E che succederebbe se un giorno, per caso, sfogliando un giornale, si ritrovassero, si riconoscessero ? Questa è una cosa su cui ho fantasticato tanto da scriverci, tempo che fu, un racconto: una bambina, sfogliando un giornale, trova inaspettatamente una foto della madre e inizia una ricerca… Ma questa è un’altra storia. Face...

questo mio corpo d'acqua

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L’abbiamo ballata e riballata questa canzone durante i seminari di TangoTerapia , tanto che mi pareva reale quella gabbia di cui parla il testo, m'immaginavo dietro sbarre bianche di metallo, sospesa nel vuoto.  Poi un flash. Eh no, caspita, il testo non dice "il mio corpo è dentro una gabbia", bensì "il mio corpo è una gabbia". Che succede se non c'è nessuno a rinchiuderci, a costringerci, ma la gabbia siamo noi stessi ? Che potrebbe succedere se aprissi quella gabbia, che ne verrebbe mai fuori? Azzardo. Ho un'anima liquida, e la prima a smuoversi, la prima ad uscire sarebbe l’acqua stagnante: rimpianti, rimorsi e questioni irrisolte a fiotti. Esperienze che nei giorni pari considero fregature tout-court; nei giorni dispari le prendo per preziosi insegnamenti, lezioni di vita per imparare a non giudicare, perché per essere indulgente con me stessa devo prima essere indulgente con gli altri. Poi c’è l’acqua chiara, quella dell’intuito che a...

neve tanta, neve ovunque

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Neve tanta, neve ovunque. Rocce scure, montagne, e u n torrente fangoso che divide la terra a metà. Due eschimesi stanno in piedi sulle due rive opposte, divisi dalle acque scure. Vestiti di pellicce pesanti, alla maniera degli Inuit, si guardano negli occhi nonostante la distanza fragorosa. Lentamente, si tolgono le pesanti pelli. Le sagome di due corpi giovani, un uomo e una donna, si stagliano nell’inverno. Fermi, solo per un attimo. Senza che gli sguardi si perdano, si avvicinano al torrente. In sincrono perfetto, immergono un piede, poi l’altro. L’acqua non è profonda, arriva loro al petto, entrambi avanzano verso il centro del fiume. Vogliono incontrarsi. Ma il loro corpo inizia a sciogliersi. Prima i piedi, poi le ginocchia, il ventre,   il cuore, le braccia. Arrivati al centro, di loro ormai non restano che gli occhi, per un attimo si avvicinano, si fondono e si sciolgono nell’acqua, diventata luminosa e chiara. Sono anni ormai che prendo diligente...

la guerra è finita, andate in pace

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                                    foto Norda Brilo "Noi siamo l'unica ragione dell'esistenza dei nostri antenati." Chissà dove l'ha letta poi, mio padre, questa citazione. Qualunque sia la fonte, non potrebbe essere arrivata in un momento migliore, visto che in questo periodo mi sto interessando alla genealogia della mia famiglia e mi sento assetata di storie passate. Ve ne sono due però che mi tolgono il sonno, due episodi di guerra che riguardano la vita di mio nonno materno e mio nonno paterno. Per l'assurdità del caso, il destino delle loro vite fu legato a due sacerdoti, seppur in maniera diversissima. Mio nonno materno, Mario , venne catturato dagli Alleati in un anno e un luogo imprecisato. E lui, falegname del basso polesine catapultato in prima linea, si ritrovò in un campo di prigioni...

nelle case degli angeli

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                      foto Norda Brilo Ecco, ne ho combinata un’altra delle mie. Stamattina, al terzo tentativo di spegnere la sveglia, ho urtato e fatto cadere a terra il mio angelo – proprio questa statuina di legno che si vede in foto. Ho sentito un lievissimo crack , mi sono alzata in tutta fretta insolentando la mia sbadataggine, e infatti: una delle colombe s’è staccata, finendo sotto il comò. In preda allo sconforto più grigio, ho tentato di rimediare il danno usando ben due tipi di colla (tra cui una falsissimamente pubblicizzata con la dicitura “presa-immediata-non-fa-fili”…) ma niente, non tiene. Qualsivoglia suggerimento per la riparazione sarà immensamente gradito. Ho trovato quest'angelo a Castelmonte , e l'ho portato a casa mia. Mi aspettava in un negozietto di souvenir religiosi, educatamente annoiato, sperso tra chincaglierie di dubbio gusto e montagne di li...

acqua, terra e realtà

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                      foto  Norda Brilo ...un Amante che ogni qualvolta si levi produca finimondi di fuoco da ogni parte del mondo, sconvolga duecento mari ma non rifugga dall'onde... Ma si può essere ossessionati da un testo di otto secoli fa (questo di cui sopra sull'Amante, per l'appunto) mentre si leva la muffa dai muri di casa?  Di certo lo avrei spaventato a morte  Jalāl al-Dīn Rūmī , pace all'anima sua di poeta mistico, se mi avesse visto domenica mentre spruzzavo il Muffa-Stop in camera: guanti gialli, mascherina di carta, occhialini protettivi (quelli da piscina, per la cronaca) e cuffia (quella da doccia, sempre per la cronaca). Una specie di ecoterrorista psichedelica - o psicolabile, a scelta.   Invocare un amore supremo, rapportarsi all'Altro con spirito e intenzioni "da imperatore" ergo sempre dona...