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fiori bianchi per me

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foto NordaBrilo Com'è cambiato, questo blog, da tre anni a questa parte. Dalle recensioni di libri,  fino ai racconti più o meno bislacchi di quel che mi succede intorno, esponendosi sempre un po' di più. Rischiando, diventando ermetica, seguendo la luna, fino alla deriva fotografica degli ultimi mesi. Perché la voglia di raccontare mondi che siano solo miei, di usare un linguaggio che sia mio soltanto, sta diventando un'urgenza. foto NordaBrilo

solstizio di primavera

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Foto NordaBrilo Mi capita di sentirmi dire parole irrimediabilmente sbagliate, e di dirne io, ancor di peggiori, alle persone sbagliate. Mi capitano rifiuti così insopportabili da strapparmi persino i ricordi. E allora, una qualche risposta devo trovarla da me. Capita di sentirmi annegare nella lavatrice che perde, di rovesciare il tè, la tazza, i biscotti. Capita di bruciare la cena, e allora addio pastasciutta, anche stasera, anche in questo anno bisesto. Ma per fortuna è primavera. Ed io, sì, io ho le mie orchidee. Foto NordaBrilo

nella rete, tra le mani

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nella rete, tra le mani , a photo by Norda Brilo on Flickr. Corpo in movimento. Movimento senza corpo. Corpo estraneo. Ultracorpo. Corpo celeste. a photo by Norda Brilo on Flickr

quella pesantezza che chiamamo equilibrio

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Domenica mattina, mattina nebbiosa. Berretto guanti scarpe da ginnastica, mi ha stancato questo inverno che non vuol finire. Inizio a camminare svelta, il paese tutto è grigio umido. Sull'argine non riesco nemmeno a vedere il grande fiume. Meglio tornare in mezzo alle case, tra le vie, correre a casaccio, testa bassa.  Rimbombano i passi tra i cartelli che leggo qua e là: VENDESI MIELE. CEDESI ATTIVITA'. TRASLOCHI VOLANTE. E all'improvviso, strada chiusa, un cancello. Ma dove sono finita, questa via non la conosco, possibile, vivo qua da tre anni, colpa della nebbia... Alzo gli occhi, un'iscrizione. QUI FINISCE LA GIUSTIZIA DEGLI UOMINI. Ma pensa. Magari qui inizia la giustizia delle donne , mi dico. Invece, poco più in là, altra insegna: QUI INIZIA LA GIUSTIZIA DI DIO. Toh. Sono finita al cimitero. Qui no, non c'ero davvero mai stata. Un cancello di ferro arrugginito divide la terra degli uomini dalla terra degli spiriti. E io ...

niente parole, stavolta

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  Foto Nordabrilo Stavolta, una storia per immagini...

oggi è domani, disse Alice

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"Siccome non sapeva rispondere a nessuna delle due domande, non faceva gran differenza come le formulava." Una domanda, o forse due. Davvero sono gli accadimenti d'ogni giorno, rimescolati nel calderone dell'inconscio, che influenzano i sogni? Non è forse possibile che siano i sogni, invece, a influenzare quel che di giorno accade? Una domanda così, nient'affatto casuale ma assolutamente assurda, sul tipo di  quelle che faceva Alice mentre girovagava nel Paese delle Meraviglie. Perché sì, nel giro di una manciata di mesi dai sogni mi arrivano piccoli dettagli, ricordi, immagini di cose e persone e voci che mi capita puntualmente di ritrovare nella realtà dei giorni successivi. Coincidenze? Casualità? Chiaroveggenza? Oppure, oppure... Che sia un'effetto indesiderato del cellulare, che per pigrizia tengo acceso sul comodino pure la notte? Del resto, proprio ieri una puntata di Report indagava sui danni causati da...

la rosa scarlatta

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Un metodo infallibile per riconoscere chi ha fatto le elementari negli anni ottanta è canticchiargli il valzer dell'orchestra Castellina-Pasi, ossia la celeberrima sigla di Arsenio Lupin . Sorrisi e occhi sbarluccicanti appariranno all'istante. Et voilà , eccoci, generazione cresciuta a pane, nutella, Bim Bum Bam e dosi massicce di cartoni animati di provenienza nipponica. Anch'io da bambina ho tifato Mazinga; ho subito il fascino di Capitan Harlock belloedannato; mi sono immedesimata nei drammoni romantici di CandyCandy - la quale è responsabile dell'omonima e pericolosissima sindrome, che porta ragazze di varie età a immolarsi per cause/persone non sempre degne di cotanti sforzi e premure. Ma non divaghiamo. Il fatto è che sabato sera ho avuto un flash inaspettato, una scena d'un cartone animato poco noto. S'ititolava Il sogno di Maya e raccontava delle traversie d'una ragazzina determinata a far l'attrice. Un favolone...