9 dicembre 2018

archeologia, perché?

"Perché spendere denaro per mandare un gruppo di archeologi a fare scavi interminabili nel deserto quando invece si potrebbe investire quel denaro altrove?"

Ecco, mi sento spesso fare questa domanda ogni volta che torno da una mostra e racconto entusiasta quello che ho visto, come di ritorno dalla mostra Idoli a Venezia
Risposta mia: ma perché si scoprono un'infinità di cose interessanti e importanti!

"Tipo?"

Respiro.

"Per esempio, si scopre come è cambiata la geografia della Terra nei secoli. Dove c'era foresta è arrivato deserto, fiumi hanno cambiato corso. E se succedesse ai giorni nostri?

Perché anche solo immaginare che qualcuno in Afganistan abbia scolpito una statuetta di lapislazzuli migliaia di anni prima di Cristo, e che questa sia stata portata in viaggio fino in Egitto ha dell'incredibile. Riesci a immaginare il viaggio? Niente mezzi né strade, né carte geografiche. Niente. Eppure qualcuno lo fece. E non è incredibile? Tu, lo faresti?

Perché prima dell'arrivo degli Dèi uomini, vi fu un tempo in cui si adoravano Dèe donne, e questo non l'avremmo mai saputo se centinaia di studiosi non avessero studiato carte e libri di storia, e se centinaia e centinaia di archeologi non avessero passato così tanto tempo a cercare e scavare, nel deserto ma non solo.

Perché per capire quello che tu sei oggi non mi basta sentirti raccontare la tua giornata, né basta sapere di come hai trascorso la settimana o l'ultimo mese. 
Per arrivare a quello che sei oggi ci hai messo una vita. Tu sei anche quello che è accaduto negli scorsi anni, nella tua giovinezza, nella tua infanzia. 

Ecco, lo stesso è, più in larga scala, per l'umanità."

Altri spunti per argomentare?


31 maggio 2018

venezia è uno specchio

Tramonto a Venezia

Ogni volta che vado a Venezia compro dei libri.
Vado alla MarcoPolo, la mia libreria preferita, e vi entro come entrerei dentro un mazzo di Tarocchi.

Guardo intorno, e mi lascio guidare dall'istinto: sfioro con le mani i libri sugli scaffali, ne prendo in mano qualcuno a caso, mi lascio intrigare da autori sconosciuti e titoli mai sentiti.

Ne ho scelti due, la scorsa volta, scelti come avrei scelto due Arcani maggiori, e come fossero Arcani li ho letti.

Come sempre, i libri mi han raccontato qualcosa di me, e mi hanno fatto esplorare qualcosa di lontanissimo da me.
Il primo è stato L'animale femmina, il secondo Fidanzati dell'inverno: il primo, un romanzo eccezionale, vincitore del premio Calvino; il secondo un fantasy, genere che non prendevo in mano da una ventina d'anni. Entrambi scritti da donne, entrambi con una ragazza come protagonista.

Ed entrambe le protagoniste hanno a che fare con mondi nuovi e sconosciuti, entrambe hanno a che fare con disillusioni e illusioni, entrambe si mettono alla prova in modi impensabili... Due libri fantastici, che mi hanno fatto volare.

E già non vedo l'ora di tornare a Venezia - la libreria è la mia terapia.

30 settembre 2017

colori

Pensavi che
essendo in pace coi tuoi occhi
avresti galleggiato sopra gli sciocchi,

e invece
trasformi principi in ranocchi.
i disegni in scarabocchi.

Eppure,
sempre illumini ogni cosa che tocchi.


22 gennaio 2017

gennaio

Riccio

Diventa paziente anche il più impaziente, 
ché della pazienza non si può fare senza.
Il ritmo e il colore lo detta il seme, poi fiore, 
che ride paziente al mio sguardo impaziente.

24 settembre 2016

settembre

azzurro


Tra la polvere e il mare, sulla strada da fare
camminando e soffiando, salendo e pregando,
arriva un cielo abitato, dell'azzurro immaginato. 

10 luglio 2016

luglio

stella marina

Stelle da tenere, stelle da lasciare,
ricordi da portare, ricordi da buttare.

2 maggio 2016

maggio

Venezia

"Raccontami una storia" chiese il leone all'amico gabbiano.
"Racconta, tu che voli ogni giorno lontano.
Voglio una storia che sappia di seta e di sassi,
di amore, fortune, tempeste e sconquassi.
Raccontami di uomini e bestie, di odori e dolori,
di guerre, di voli, di musiche e fiori."
L'amico gabbiano lo guarda e poi dice:
"C'è chi sogna e chi brama, chi crea e chi benedice.
Nulla che tu già non sappia, da fermo, qui".
Annuì il leone: "E allora restiamo in silenzio. Così".

22 marzo 2016

piedi di marzo



Cammina piano dalla fonte alla foce,
ché la strada più breve non è la più veloce,
ché gli amici vicini a volte stanno lontani,
ché il cuore collega la testa alle mani.


28 dicembre 2015

dicembre

Alberi nella nebbia

Gli alberi si perdono nella nebbia e cercano la via:
"Di chi sarà questo ramo, questa radice sarà tua o sarà mia?"
"Qui è tutto grigio di bruma, sarà la terra che fuma?"
E siccome ormai è già sera, si siedono lì ad aspettare primavera.

22 novembre 2015

novembre

in spiaggia a Rosolina

Un ramo portato dal flutti, su cui cresce il desiderio, il desiderio di tornare,
tornare nel mare con una forma, ed ecco, in un attimo lui si trasforma.
Si trasforma in barca bianca e turchina, così si risveglia una bella mattina,
pronto a salpare all'avventura, per mari e per terre senza paura.

13 settembre 2015

settembre



Un po' di fisica a colazione. Tutto comincia con Newton e le sue mele, e poi si procede spediti fino ai giorni nostri.

LEZIONE 1: EINSTEIN


"Le proprietà di uno spazio curvo sono catturate da un certo oggetto matematico, che oggi chiamamo la curvatura di Riemann e indichiamo con R. Einstein scrive un'equazione che dice che R è proporzionale all'energia della materia. Cioè: lo spazio si incurva là dove ci sia materia. è tutto. L'equazione sta in una mezza riga, non c'è altro. Una visione - lo spazio che si incurva - e un'equazione. Ma dentro quest'equazione c'è un universo rutilante. E qui si apre la ricchezza magica della teoria. Per cominciare, l'equazione descrive come si curva lo spazio intorno a una stella. A causa di queste curvatura, non solo i pianeti orbitano intorno alla stella, ma anche la luce smette di viaggiare diritta e devia. [...] Ma non è solo lo spazio a incurvarsi, è anche il tempo. Einstein predice che il tempo passi più veloce in alto e più lento in basso, vicino alla Terra. Di poco, ma il gemello che ha vissuto al mare ritrova il gemello che ha vissuto in montagna di poco più vecchio di lui. [...] Certo, ci vuole un percorso di apprendistato per digerire la matematica di Riemann e impadronirsi della tecnica per leggere quest'equazione. Ma meno di quelli necessari per arrivare a sentire la rarefatta bellezza di uno degli ultimi quartetti di Beethoven. In un caso e nell'altro, il premio è la bellezza, e occhi nuovi per vedere il mondo."
C. Rovelli, Sette brevi lezioni di Fisica, Adelphi 2014 (pp.18-21)



31 luglio 2015

luglio

il cielo sul fiume Po

foto NordaBrilo su Flickr 



Vivo in un posto pieno di tramonti colorati. E di zanzare. 

Il problema è che per gustarsi i primi, bisogna sfidare le seconde: vince chi è più veloce a darsela a gambe dall'argine del Po dopo le nove, ora particolarmente infausta.

Ma stasera valeva la pena correre.



30 giugno 2015

giugno

estate

Parole ricorrenti di questo inizio estate: vulnerabilità, dono e compassione.

Ne parla Brené Brown ne I doni dell'imperfezione (Ed. Ultra):

"La prima reazione al dolore - il nostro o quello altrui - è di proteggerci. Lo facciamo cercando qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa. Oppure a volte ci mettiamo al riparo giudicando o entrando immediatamente nella modalità sistemiamo le cose. [...] 
La compassione non è un rapporto tra chi guarisce e chi è ferito. 
E' un rapporto tra pari. Solo quando conosciamo bene la nostra oscurità possiamo affrontare quella degli altri. La compassione diventa reale quando riconosciamo la nostra umanità condivisa."
Ecco, questo piccolo particolare del "rapporto tra pari" mi era sempre sfuggito realmente, mi sa, perché intimamente sovrapponevo la compassione - un rapporto tra pari, appunto -  alla pietà - rapporto impari.

Un po' come l'amare, a lungo confuso con il prendere anziché con il dare.

E fa pure rima. 


  




30 maggio 2015

maggio



L'importante è agire.
Anche se il risultato sarà una goccia nell'oceano, l'importante è agire.


(Fundacion Escuela de Solidaridad, Granada)

12 aprile 2015

aprile

fiori della domenica


Fiori in cambio di favole: questo è il regalo che mi han portato stamattina i bambini.

Oggi ho letto loro la storia di Adelaide, il canguro con le ali, e la parola del giorno non poteva che essere: canguro.

Ho un po' nostalgia dell'Australia.