30 settembre 2017

colori

Pensavi che
essendo in pace coi tuoi occhi
avresti galleggiato sopra gli sciocchi,

e invece
trasformi principi in ranocchi.
i disegni in scarabocchi.

Eppure,
sempre illumini ogni cosa che tocchi.


22 gennaio 2017

gennaio

Riccio

Diventa paziente anche il più impaziente, 
ché della pazienza non si può fare senza.
Il ritmo e il colore lo detta il seme, poi fiore, 
che ride paziente al mio sguardo impaziente.

24 settembre 2016

settembre

azzurro


Tra la polvere e il mare, sulla strada da fare
camminando e soffiando, salendo e pregando,
arriva un cielo abitato, dell'azzurro immaginato. 

10 luglio 2016

luglio

stella marina

Stelle da tenere, stelle da lasciare,
ricordi da portare, ricordi da buttare.

2 maggio 2016

maggio

Venezia

"Raccontami una storia" chiese il leone all'amico gabbiano.
"Racconta, tu che voli ogni giorno lontano.
Voglio una storia che sappia di seta e di sassi,
di amore, fortune, tempeste e sconquassi.
Raccontami di uomini e bestie, di odori e dolori,
di guerre, di voli, di musiche e fiori."
L'amico gabbiano lo guarda e poi dice:
"C'è chi sogna e chi brama, chi crea e chi benedice.
Nulla che tu già non sappia, da fermo, qui".
Annuì il leone: "E allora restiamo in silenzio. Così".

22 marzo 2016

piedi di marzo



Cammina piano dalla fonte alla foce,
ché la strada più breve non è la più veloce,
ché gli amici vicini a volte stanno lontani,
ché il cuore collega la testa alle mani.


28 dicembre 2015

dicembre

Alberi nella nebbia

Gli alberi si perdono nella nebbia e cercano la via:
"Di chi sarà questo ramo, questa radice sarà tua o sarà mia?"
"Qui è tutto grigio di bruma, sarà la terra che fuma?"
E siccome ormai è già sera, si siedono lì ad aspettare primavera.

22 novembre 2015

novembre

in spiaggia a Rosolina

Un ramo portato dal flutti, su cui cresce il desiderio, il desiderio di tornare,
tornare nel mare con una forma, ed ecco, in un attimo lui si trasforma.
Si trasforma in barca bianca e turchina, così si risveglia una bella mattina,
pronto a salpare all'avventura, per mari e per terre senza paura.

13 settembre 2015

settembre



Un po' di fisica a colazione. Tutto comincia con Newton e le sue mele, e poi si procede spediti fino ai giorni nostri.

LEZIONE 1: EINSTEIN


"Le proprietà di uno spazio curvo sono catturate da un certo oggetto matematico, che oggi chiamamo la curvatura di Riemann e indichiamo con R. Einstein scrive un'equazione che dice che R è proporzionale all'energia della materia. Cioè: lo spazio si incurva là dove ci sia materia. è tutto. L'equazione sta in una mezza riga, non c'è altro. Una visione - lo spazio che si incurva - e un'equazione. Ma dentro quest'equazione c'è un universo rutilante. E qui si apre la ricchezza magica della teoria. Per cominciare, l'equazione descrive come si curva lo spazio intorno a una stella. A causa di queste curvatura, non solo i pianeti orbitano intorno alla stella, ma anche la luce smette di viaggiare diritta e devia. [...] Ma non è solo lo spazio a incurvarsi, è anche il tempo. Einstein predice che il tempo passi più veloce in alto e più lento in basso, vicino alla Terra. Di poco, ma il gemello che ha vissuto al mare ritrova il gemello che ha vissuto in montagna di poco più vecchio di lui. [...] Certo, ci vuole un percorso di apprendistato per digerire la matematica di Riemann e impadronirsi della tecnica per leggere quest'equazione. Ma meno di quelli necessari per arrivare a sentire la rarefatta bellezza di uno degli ultimi quartetti di Beethoven. In un caso e nell'altro, il premio è la bellezza, e occhi nuovi per vedere il mondo."
C. Rovelli, Sette brevi lezioni di Fisica, Adelphi 2014 (pp.18-21)



31 luglio 2015

luglio

il cielo sul fiume Po

foto NordaBrilo su Flickr 



Vivo in un posto pieno di tramonti colorati. E di zanzare. 

Il problema è che per gustarsi i primi, bisogna sfidare le seconde: vince chi è più veloce a darsela a gambe dall'argine del Po dopo le nove, ora particolarmente infausta.

Ma stasera valeva la pena correre.



30 giugno 2015

giugno

estate

Parole ricorrenti di questo inizio estate: vulnerabilità, dono e compassione.

Ne parla Brené Brown ne I doni dell'imperfezione (Ed. Ultra):

"La prima reazione al dolore - il nostro o quello altrui - è di proteggerci. Lo facciamo cercando qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa. Oppure a volte ci mettiamo al riparo giudicando o entrando immediatamente nella modalità sistemiamo le cose. [...] 
La compassione non è un rapporto tra chi guarisce e chi è ferito. 
E' un rapporto tra pari. Solo quando conosciamo bene la nostra oscurità possiamo affrontare quella degli altri. La compassione diventa reale quando riconosciamo la nostra umanità condivisa."
Ecco, questo piccolo particolare del "rapporto tra pari" mi era sempre sfuggito realmente, mi sa, perché intimamente sovrapponevo la compassione - un rapporto tra pari, appunto -  alla pietà - rapporto impari.

Un po' come l'amare, a lungo confuso con il prendere anziché con il dare.

E fa pure rima. 


  




30 maggio 2015

maggio



L'importante è agire.
Anche se il risultato sarà una goccia nell'oceano, l'importante è agire.


(Fundacion Escuela de Solidaridad, Granada)

12 aprile 2015

aprile

fiori della domenica


Fiori in cambio di favole: questo è il regalo che mi han portato stamattina i bambini.

Oggi ho letto loro la storia di Adelaide, il canguro con le ali, e la parola del giorno non poteva che essere: canguro.

Ho un po' nostalgia dell'Australia.

22 febbraio 2015

febbraio




Probabilmente mi sono persa. Probabilmente.

Ma veniamo al libro. Una donna è ferma al semaforo. 
Caos, clacson, inquinamento. 
Suo figlio è sul sedile posteriore dell'auto, è appena andata a prenderlo all'asilo.

Davanti a lei, due Peugeot affiancate: il conducente urla complimenti grossolani alla ragazza che guida la Peugeot vicina; questa abbassa il finestrino e gli presenta il dito medio prima di sfrecciare via.

Semaforo verde, si riparte tutti. Nella strada pubblicità pacchiane ovunque, la donna intanto pensa alle parole del suo psicoterapeuta; pensa all'amica d'università perduta; pensa alle avances del socio di suo marito.

Benvenuti a Teheran. 

Eppure una sola cosa mi ha colpito di questo libro, chissà perché: il fatto che sia la protagonista del libro sia l'autrice, l'iraniana Sara Salar, abbiano press'a poco la mia età. 





30 gennaio 2015

gennaio




Ricordi di università.

Venezia, Ca' Cappello, biblioteca del primo piano.

Uno dei miei prof di Storia chiacchiera col collega di Ebraico e il lettore di Arabo.

Alcuni studenti laureandi si uniscono alle chiacchiere, la discussione volge alla situazione del Medio Oriente, incalzano le domande. 

Le loro risposte? La miglior lezione sentita all'università:

- Basta leggere la Bibbia per capire come in quella zona del mondo non vi sia pace fin dall'inizio dei tempi.
- Già. Sempre la storia del maiale che dice all'altro "sei un porco".
- Ehhhh... La prima volta Dio ha parlato in Ebraico, ma evidentemente noi uomini non abbiamo capito molto. Ha parlato in Aramaico, e ancora niente. Ha parlato in Arabo, e ancora niente. Beh, speriamo che la prossima volta Dio parli Inglese, così almeno lo capiranno tutti.

Ora come ora, dubito che Qualcuno dall'Alto abbia ancora voglia di comunicare con noi. 

Ma se dovesse mai parlare ancora, spero che userà dei disegnini. 


26 dicembre 2014

dicembre



Santo Stefano. Suonano alla porta. 
Apro, ancora in pigiama: è una bambina piccola piccola e con gli occhi a mandorla.
Si siede sul divano tutta composta e mi chiede una storia.
Prendo un libro che racconta del mare - chissà se lei il mare l'ha mai visto, mi chiedo.

Mi chiedo anche se l'italiano lo capisce - sembra di sì, guarda le figure e mi indica col dito "bambino", "pesce", "casa".


Però c'è una figura nel libro che non conosce, una creatura metà donna e metà pesce. 

Le dico come si chiama, e la parola le piace tanto che esce di casa ripetendo: "Sirena, sirena, sirena".

Certe parole sono magiche, lo capisce anche un bambino.