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ottobre

Non si può sgranare una melagrana e pensare che Dio non esista.   Beh, almeno io non ci riesco proprio. Perché la melagrana mi insegna la bellezza, e la lentezza.  Procedo piano per non sprecarne il succo, raccolgo in mano gli splendidi grani color rubino e li mangio prima a grandi manciate, per golosità; poi assaporo un granello alla volta. Un  granello alla volta .

settembre

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Alicudi è il vento che accarezza le rocce, è una nave che galleggia sul mare, è un fiore rubato. Qui la pioggia è tornata, l'estate si piove addosso.  Ma il rumore azzurro di questo mare mi si è appiccicato alle orecchie. Che voglia di tuffarsi ancora laggiù.... 

agosto

Un viaggio che inizia col respiro giallo del vulcano,     che continua verso un mare d'argento e che si conclude col cielo che entra in una stanza.

luglio

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piove, piove, e piove ancora

giugno

Fili di lana, fili di cotone, stecchini di legno messi a croce, e via ad annodare, annodare, annodare.  Pochi materiali e un'unica base: pensavo fosse un limite, e invece è una liberazione. Non sono mai stata una grande fan del fai-da-te, ho sempre pensato di avere scarsissima manualità, però l'idea di costruirmi degli ojos de dios , i portafortuna messicani, mi stuzzicava. Ho iniziato con la lana, come da tradizione: alcuni mi sono usciti perfettamente simmetrici, altri un po' stortignacchi, altri con geometrie assurde.  Poi ho avuto un'intuizione: perché non provare con il filo di cotone? Il lavoro diventa infinitamente più lungo, però il risultato mi è piaciuto molto di più, si arricchisce di riflessi, di sfumature. E via ad annodare, annodare, meditare, annodare, pregare, annodare.

maggio

"Tu non sei quella che immagini. Sei molto di più." Prima lezione imparata lavorando l'argilla, impastando e sporcandosi le mani...

aprile

La rivoluzione ecologista parte dal cortile di casa mia. Stanca di vedere plastiche rotolare e cartacce svolazzanti, ho deciso di smettere di lamentarmi del comportamento altrui, ma di fare qualcosa io stessa, in prima persona: una volta a settimana, munita di guantoni  sacchettino e tanta pazienza, mi dedico alla raccolta dell'altrui spazzatura, per pulire quello che è il cortile comune. E mentre raccolgo, medito.  Medito sul fatto che i ragazzini del quartiere mangiano almeno un pacco intero di caramelle e altro cibo-spazzatura a settimana; che gli adulti che bazzicano qua fumano almeno qualche decina di sigarette al giorno; mi domando il perché il Comune di Taglio di Po abbia deciso di abbandonare in un cortile privato dei wc chimici, svariati sacchi di lampadine rotte, spazzatura di vario genere, nonché uno intero pieno di ferri da stiro (?!?). Non riesco a darmi risposta. Gli adulti che mi vedono intenta in tali attività si mostrano imbarazzati, gli operai com...