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aprile

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Fiori in cambio di favole: questo è il regalo che mi han portato stamattina i bambini. Oggi ho letto loro la storia di Adelaide, il canguro con le ali, e la parola del giorno non poteva che essere:  canguro. Ho un po' nostalgia dell'Australia.

febbraio

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Probabilmente mi sono persa. Probabilmente. Ma veniamo al libro. Una donna è ferma al semaforo.  Caos, clacson, inquinamento.  Suo figlio è sul sedile posteriore dell'auto, è appena andata a prenderlo all'asilo. Davanti a lei, due Peugeot affiancate: il conducente urla complimenti grossolani alla ragazza che guida la Peugeot vicina; questa abbassa il  finestrino e gli presenta il dito medio prima di sfrecciare via. Semaforo verde, si riparte tutti. Nella strada pubblicità pacchiane ovunque, la donna intanto pensa alle parole del suo psicoterapeuta; pensa all'amica d'università perduta; pensa alle avances del socio di suo marito. Benvenuti a Teheran.  Eppure una sola cosa mi ha colpito di questo libro, chissà perché: il fatto che sia la protagonista del libro sia l'autrice, l'iraniana Sara Salar, abbiano press'a poco la mia età. 

gennaio

Ricordi di università. Venezia, Ca' Cappello, biblioteca del primo piano. Uno dei miei prof di Storia chiacchiera col collega di Ebraico e il lettore di Arabo. Alcuni studenti laureandi si uniscono alle chiacchiere, l a discussione volge alla situazione del Medio Oriente, incalzano le domande.  Le loro risposte? La miglior lezione sentita all'università: - Basta leggere la Bibbia per capire come in quella zona del mondo non vi sia pace fin dall'inizio dei tempi. - Già. Sempre la storia del maiale che dice all'altro "sei un porco". - Ehhhh... La prima volta Dio ha parlato in Ebraico, ma evidentemente noi uomini non abbiamo capito molto. Ha parlato in Aramaico, e ancora niente. Ha parlato in Arabo, e ancora niente. Beh, speriamo che la prossima volta Dio parli Inglese, così almeno lo capiranno tutti. Ora come ora, dubito che Qualcuno dall'Alto abbia ancora voglia di comunicare con noi.  Ma se dovesse mai parlare ancora, spe...

dicembre

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Santo Stefano. Suonano alla porta.  Apro, ancora in pigiama: è una bambina piccola piccola e con gli occhi a mandorla. Si siede sul divano tutta composta e mi chiede una storia. Prendo un libro che racconta del mare - chissà se lei il mare l'ha mai visto, mi chiedo. Mi chiedo anche se l'italiano lo capisce - sembra di sì, guarda le figure e mi indica col dito "bambino", "pesce", "casa". Però c'è una figura nel libro che non conosce, una creatura metà donna e metà pesce.  Le dico come si chiama, e la parola le piace tanto che esce di casa ripetendo: "Sirena, sirena, sirena". Certe parole sono magiche, lo capisce anche un bambino.

novembre

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foto  NordaBrilo A Parigi si va solo per amare, o per giocare.

ottobre

Non si può sgranare una melagrana e pensare che Dio non esista.   Beh, almeno io non ci riesco proprio. Perché la melagrana mi insegna la bellezza, e la lentezza.  Procedo piano per non sprecarne il succo, raccolgo in mano gli splendidi grani color rubino e li mangio prima a grandi manciate, per golosità; poi assaporo un granello alla volta. Un  granello alla volta .

settembre

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Alicudi è il vento che accarezza le rocce, è una nave che galleggia sul mare, è un fiore rubato. Qui la pioggia è tornata, l'estate si piove addosso.  Ma il rumore azzurro di questo mare mi si è appiccicato alle orecchie. Che voglia di tuffarsi ancora laggiù....